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Stiamo attraversando una crisi economica che è anche crisi di evoluzione, cambiamento.
Proprie le nostre vallate alpine formano una regione naturale con quelle francesi, svizzere, austriache, in un’Europa che vorremmo di popoli, non di banchieri e multinazionali.

Un’Europa in cui tedeschi e francesi vogliono comandare, gli inglesi sentirsene snobisticamente un poco fuori, e tanti altri Stati cercare invece di averne i vantaggi senza accettarne gli oneri.
Ho citato l’epoca di evoluzione perchè anche nel mondo del lavoro tante cose stanno cambiando e, mi si passi il paragone, come chi faceva il maniscalco ha dovuto imparare a fare il meccanico, così oggi dobbiamo misurarci con nuove situazioni, nuove esigenze.
Certo, anche un secolo fa tanti maniscalchi si lamentavano del numero sempre inferiore di cavalli da ferrare rispetto alle automobili in crescente ascesa, ma altri si misero d’impegno ed impararono ad aggiustare motori con ottimi risultati anche economici.

Dunque, noi oggi non possiamo che comprendere nuove esigenze e comportarci intelligentemente di conseguenza. Certo che l’edilizia è in crisi, ma non si potrà tornare a costruire come negli anni sessanta e settanta (e per fortuna!). Certo che il settore dell’auto è saturo, ma quanto ci sarebbe bisogno di innovazioni tecnologiche per meno inquinare e meno consumare, anzichè soltanto di nuovi modelli di carrozzeria.
Certo che la laurea non basta per avere un lavoro, ma occorre conoscere le lingue, approfondire, avere coraggio e fantasia.

“Stay foolish, stay hungry”, abbiate un poco di pazzia, abbiate fame, diceva Steve Jobs il fondatore di Apple.
Ecco perchè stona, proprio nelle nostre vallate, chi si ostina a voler non cambiare mai nulla: no a cambiare l’assetto dei Comuni, delle Province, degli istituti scolastici, dell’agricoltura, del turismo.
Quasi sempre, dietro la difesa dello status quo c’è l’incapacità di innovare, la pigrizia, la comodità, il privilegio, la lobby.
Ti raccontano che modernità e lavoro arriveranno con i buchi nelle montagne come ai tempi di Cavour, con treni superveloci che dovrebbero attraversare l’Europa per portare non si sa che cosa, che tutto questo è l’unico modo per produrre lavoro e occupazione. Nel frattempo aeroporti come quello di Caselle hanno sempre meno voli per andare nelle altre città europee e mondiali, i treni locali sono un disastro, le strade provinciali risultano abbandonate al loro destino, la burocrazia imperversa, soldi per scuole, palestre, ospedali, non ce ne sono.

Attenzione, non pretendo nel merito di avere la verità in tasca e sempre l’idea giusta, ma vorrei misurarmi con persone, politici e amministratori veri, lasciando stare quelli virtuali e finti. Vorrei conoscere che mestiere o professione svolge il politico con cui mi confronto ed avere la certezza che sta praticando attività di volontariato per la politica, pronto a tornare al suo lavoro dopo un certo periodo. Vorrei capire perchè non si attuano le riforme istituzionali, quelle a costo zero che tutti continuano ad annunciare senza che mai arrivino davvero. E poi occorre ottimismo, voglia di fare, passione, sapendo che si è realmente soddisfatti se si fa quello in cui si crede, quello che riteniamo essere il lavoro giusto per noi, non aspettando le ferie, le vacanze e odiando il lunedì.
Bisogna cercare e non accontentarsi, si può essere medici, pastori, operai, avvocati, falegnami, ma occorre seguire le proprie aspirazioni, credere ai sogni, lavorare per sè e per gli altri, per l’uguaglianza, la giustizia, la giovinezza d’animo.

Osate cambiare, cercate nuove strade. L’umanità è progredita solo in questo modo.

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